
Un cucciolo di elefante di proprietà di un circo è tenuto legato ad un paletto di legno, dal quale cerca di liberarsi ripetutamente. Ma ancora troppo piccolo, non riesce a fuggire. L’elefante cresce e nonostante le grandi dimensioni ormai raggiunte, non prova più a liberarsi dalla catena che lo tiene imprigionato. Eppure, il paletto che lo tiene prigioniero è minuscolo in confronto alla sua stazza, nulla potrebbe impedire a questo punto all’elefante di liberarsi e scappare… se solo lo volesse!
Ma l’elefante enorme e possente se ne sta lì, immobile… memore dei vani sforzi fatti da piccolo, pensa che non avrà mai la forza di liberarsi e, quindi, non ci prova più.
Succede che nella nostra mente si formino convinzioni errate e limitanti che ci impediscono di perseguire i nostri obiettivi e desideri, delle catene invisibili che ci tengono fermi senza che ce ne rendiamo conto.
Nella maggior parte dei casi, le convinzioni limitanti sono pensieri di cui siamo consapevoli o inconsapevoli; perché non ci spostiamo da questo tipo di pensieri?
Il vantaggio è di evitare emozioni come la frustrazione, l’ansia, la rabbia, la tristezza.
Cosa sono le convinzioni limitanti?
Le convinzioni limitanti sono pensieri e credenze che ti impediscono di raggiungere gli obiettivi, hanno a che fare con il modo in cui guardiamo noi stessi e in generale il mondo. Sono pensieri, idee e comportamenti che hanno a che fare con il “come dovremmo essere, come dovrebbero essere gli altri e come dovrebbe andare il mondo”.
Ecco alcuni esempi di convinzioni limitanti:
Queste convinzioni sono spesso attivate in base a episodi specifici che potrebbero averci fatto soffrire in passato, proprio come l’elefante che da adulo rimane immobilizzato nella sua condizione di impotenza poiché da cucciolo ha sperimentato il fallimento nel tentativo ripetuto di liberarsi.
Come superare le convinzioni limitanti?
Eliminare le credenze limitanti, in sostanza significa tre cose: imparare a conoscere profondamente te stesso, o te stessa, essere consapevole di ciò che provi, avere il coraggio di guardare dentro di te con enorme onestà e di non lasciare nessuna domanda senza risposta.
Per identificare e cambiare queste convinzioni, è necessario lavorare sull’autoconsapevolezza e assumersi la responsabilità delle convinzioni che continuiamo a perseguire e che abbiamo creato per noi stessi.
Stare in contatto con ciò che proviamo, pensiamo e facciamo è il primo passo per il cambiamento. Le convinzioni limitanti, hanno a che fare con le esperienze che hanno portato a questa convinzione: esplorarle facilita la conoscenza del come siamo arrivati a percezioni distorte, riconoscere le proprie competenze e i veri punti di forza.
Cosa sono le convinzioni potenzianti?
Le credenze potenzianti sono quelle che ti spingono, ti invogliano, ti motivano ad ottenere ciò che desideri; sono idee e pensieri che ti indirizzano verso gli obiettivi che vuoi realizzare e sulle quali puoi fare affidamento perché sai che ti porteranno dei benefici.
Carl R. Rogers usa i termini “potere personale”.
Il potere personale non è qualcosa di statico, al contrario, il potere personale è un flusso, un tendere a, realizzare costruttivamente il proprio processo di crescita con autenticità. Gli avvenimenti, le persone che si incontrano, le vicissitudini, possono alterare la forza e l’energia proprie, ma non possono distruggere interamente e completamente la persona.
Il potere personale non è potere su qualcuno né tantomeno controllo degli altri; si tratta di cogliere la propria autenticità, la capacità di essere se stessi senza maschera riconoscendo le proprie emozioni momento per momento e conseguentemente declinare dei comportamenti.
E’ quello che avviene in terapia, il terapeuta può affiancare il cliente e aiutarlo a rendersi consapevole di ciò che prova, affinchè abbia una padronanza di sé. Autenticità, accettazione incondizionata, comprensione empatica per percepire con precisione i significati che il paziente sperimenta. Rabbia, ostilità, gelosia, imbarazzo, quanto più il mondo privato si svela, tanto più si allenteranno le tensioni, non esisterà più il controllo su, ma l’autocontrollo responsabile.
In quest’ottica Carl R. Rogers spiega come siano possibili quelli che spesso nell’individuo sembrano due sistemi motivazionali in conflitto. Ad esempio, una persona può essere coscientemente sottomessa e affabile ma possa talvolta esplodere in un comportamento di ostilità e non accettare questa parte come parte di sé. Il suo organismo ha sperimentato sia la sottomissione che l’aggressività sia come agente come chi subisce. Nell’essere umano le potenzialità di essere consapevole del proprio funzionamento può essere deviata così a lungo da diventarne estraneo.
Fattore protettivo e terapeutico è l’essere consapevoli dei propri sentimenti e viverli liberamente, ciò rende soggettivamente liberi e permette l’integrazione di tutte le parti di sé.
Non c’è nessun divieto ad ogni responsabile espressione!
“Prenditi cura dei tuoi pensieri perché diventeranno parole. Prenditi cura delle tue parole perché diventeranno azioni. Prenditi cura delle tue azioni perché diventeranno abitudini, e prenditi cura delle tue abitudini perché diventeranno il tuo destino”.
Ghandi